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Lo spazio di frenata

A velocità doppia non servono il doppio dei metri: ne servono quattro volte tanti.

Al termine di questa lezione saprai

1. La domanda

Un ostacolo compare all'improvviso davanti a te. Premi il freno. Quanti metri servono per fermarti?

È il problema più concreto di tutta la cinematica, e a questo punto del percorso hai già tutto per risolverlo. Il tempo non ci interessa: interessa lo spazio. Quindi la formula giusta è quella senza il tempo.

Δs = − v0² / (2 a) Ricavata da v² = v₀² + 2a·Δs ponendo v = 0, cioè imponendo che il veicolo si fermi.

Poiché in una frenata l'accelerazione è negativa, il segno meno davanti si elide con quello di a e lo spazio risulta positivo. Molti preferiscono ricordarla così, usando il valore assoluto della decelerazione:

spazio di frenata = v0² / (2 a) Con a inteso come modulo della decelerazione. Il risultato è lo stesso.

2. Il quadrato della velocità

Guarda dove si trova v0 in quella formula: al quadrato. È il dettaglio matematico con le conseguenze più serie di tutto il capitolo.

Prendiamo un'automobile con pneumatici in buono stato su asfalto asciutto: la decelerazione tipica è di circa 7 m/s².

Velocità In m/s Spazio di frenata
50 km/h13,9circa 14 m
100 km/h27,8circa 55 m
130 km/h36,1circa 93 m

Confronta le prime due righe. La velocità raddoppia, lo spazio di frenata diventa quattro volte più lungo. Non è un'approssimazione: 100 è il doppio di 50, e il suo quadrato è quattro volte tanto.

Perché l'intuizione sbaglia

Guidando, la sensazione è che andando un po' più forte serva un po' più spazio: il nostro istinto ragiona in proporzione diretta. La fisica dice altro. A velocità tripla i metri diventano nove volte tanti. È esattamente la ragione per cui un incidente a 130 km/h è incomparabilmente più probabile e più grave di uno a 50, anche se la velocità è solo due volte e mezzo maggiore.

3. Non è solo lo spazio di frenata

C'è una parte del problema che le formule non descrivono, ed è spesso la più lunga.

Fra l'istante in cui vedi l'ostacolo e l'istante in cui il freno comincia davvero ad agire passa del tempo: devi accorgerti, decidere, spostare il piede. È il tempo di reazione, che per una persona attenta vale circa un secondo, e diventa molto più lungo se è stanca o distratta.

Durante quel tempo il veicolo non sta frenando affatto: procede a velocità costante. Lo spazio percorso in quella fase si calcola con la legge del moto uniforme:

spazio di reazione = v0 · treazione Moto uniforme: in quel secondo la velocità non è ancora cambiata.

Lo spazio di arresto complessivo è la somma dei due contributi.

Velocità Spazio di reazione (1 s) Spazio di frenata Spazio di arresto
50 km/h14 m14 mcirca 28 m
100 km/h28 m55 mcirca 83 m
130 km/h36 m93 mcirca 129 m

Osserva come cambiano i pesi. A 50 km/h le due parti si equivalgono: metà dello spazio se ne va prima ancora di toccare il freno. A 130 km/h la frenata pesa quasi il triplo della reazione, perché cresce con il quadrato mentre lo spazio di reazione cresce in proporzione semplice.

Esempio svolto

Un'auto viaggia a 72 km/h. Il conducente reagisce in 0,8 s e frena con decelerazione 6 m/s². Qual è lo spazio di arresto?

Unità: 72 : 3,6 = 20 m/s.

Reazione: 20 · 0,8 = 16 m.

Frenata: 20² / (2 · 6) = 400 / 12 = 33,3 m.

Totale: 16 + 33,3 = 49,3 m circa, quasi mezzo campo da calcio.

4. Da che cosa dipende la decelerazione

Nella formula compare anche a, e vale la pena chiedersi che cosa determini il suo valore. Non dipende dal veicolo quanto dal contatto fra pneumatici e strada: è l'attrito a fermare l'automobile, non il freno. Il freno blocca le ruote; sono le gomme sull'asfalto a dissipare il moto.

CondizioneDecelerazione tipicaFrenata da 100 km/h
Asfalto asciuttocirca 7 m/s²circa 55 m
Asfalto bagnatocirca 4 m/s²circa 96 m
Ghiacciocirca 1 m/s²circa 386 m

Poiché a sta al denominatore, dimezzare la decelerazione raddoppia lo spazio. Sul ghiaccio, dove l'attrito è quasi assente, i metri necessari diventano centinaia: ecco perché con quel fondo non è questione di guidare con prudenza, è questione di non guidare affatto.

Un limite del modello

Questi conti suppongono che la decelerazione resti costante per tutta la frenata, il che è una semplificazione: nella realtà dipende da come si preme il pedale, dallo stato delle gomme, dal carico, dall'intervento dell'ABS. I valori ottenuti sono stime ragionevoli, non garanzie. Come sempre, una legge fisica vale nelle condizioni in cui è stata formulata.

5. Che cosa portarsi via

Questo percorso è cominciato con una domanda astratta — che cosa significa che un corpo si muove — ed è finito con un calcolo che riguarda la vita di tutti i giorni. Non è un caso: è quello che la fisica fa.

Le tre formule del moto accelerato non sono tre righe da memorizzare prima del compito. Sono lo strumento che permette di rispondere a domande che, senza di esse, resterebbero questioni di opinione: quanto spazio serve, quanto tempo serve, che velocità avrò. E rispondono con un numero, che si può controllare.

Vai a vedere

Nella simulazione Lo spazio di frenata puoi cambiare la velocità iniziale e osservare come si allunga lo spazio necessario a fermarsi. Prova a raddoppiare la velocità e a controllare se lo spazio diventa davvero quattro volte più lungo: è la verifica sperimentale di tutto quello che hai letto in questa lezione.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Perché per lo spazio di frenata si usa la formula senza il tempo?

Perché il tempo non è né dato né richiesto: si conoscono velocità iniziale, velocità finale (zero) e decelerazione, e si cerca lo spazio. È esattamente il caso per cui quella formula esiste.

2. Un'auto a 90 km/h frena con a = 5 m/s². Qual è lo spazio di frenata?

90 : 3,6 = 25 m/s, quindi 25² / (2 · 5) = 625 / 10 = 62,5 m. Usando 90 al posto di 25 il risultato sarebbe sbagliato di quasi tredici volte.

3. Passando da 40 a 120 km/h, come cambia lo spazio di frenata?

Diventa nove volte più lungo: la velocità è triplicata e nella formula compare al quadrato, e 3² = 9.

4. Durante il tempo di reazione il veicolo rallenta?

No: il freno non sta ancora agendo, quindi il moto è uniforme e lo spazio percorso è semplicemente v0 per il tempo di reazione. È spazio perso, che si somma per intero a quello di frenata.

5. Perché sul bagnato lo spazio di frenata è molto maggiore?

Perché l'attrito fra pneumatici e asfalto è minore, quindi la decelerazione è più piccola. E poiché a sta al denominatore, una decelerazione ridotta a poco più della metà fa quasi raddoppiare i metri necessari.

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