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Seno e coseno

Gli strumenti che trasformano un angolo in un numero, e che permettono di calcolare quello che finora abbiamo solo disegnato.

Al termine di questa lezione saprai

1. Perché ci serve la trigonometria

Fino a qui abbiamo sommato vettori con il righello e il goniometro. Il metodo funziona, ma ha due limiti seri: la precisione dipende dalla mano, e con angoli qualunque non esiste una formula che dia il risultato esatto. L'unica eccezione era il caso perpendicolare, dove Pitagora ci ha salvato.

Il passaggio decisivo consiste nello smettere di misurare le frecce e cominciare a proiettarle sugli assi. Ma per proiettare serve saper rispondere a una domanda precisa: dato un vettore lungo 10 unità inclinato di 30°, quanto è lungo il pezzo orizzontale? La risposta viene da seno e coseno. Per questo li affrontiamo adesso, un attimo prima del metodo delle componenti.

2. Un rapporto che non dipende dal triangolo

Prendi un triangolo rettangolo e fissa uno dei due angoli acuti, chiamiamolo θ. I tre lati hanno nomi precisi rispetto a quell'angolo: l'ipotenusa è il lato opposto all'angolo retto, il cateto adiacente è quello che forma l'angolo θ insieme all'ipotenusa, il cateto opposto è quello che sta di fronte a θ.

θ cateto adiacente cateto opposto ipotenusa

I nomi dei lati dipendono da quale angolo stai guardando: cambiando angolo, opposto e adiacente si scambiano.

Ora il fatto sorprendente, quello su cui si regge tutta la trigonometria. Se disegni un secondo triangolo rettangolo con lo stesso angolo θ ma grande il doppio, tutti i lati raddoppiano. E allora il rapporto fra due lati resta identico, perché numeratore e denominatore sono raddoppiati entrambi. Quel rapporto, quindi, non dipende dalle dimensioni del triangolo: dipende solo dall'angolo.

Tanto vale dargli un nome. I due rapporti che ci servono sono:

senθ = cateto opposto / ipotenusa   |   cosθ = cateto adiacente / ipotenusa Sono numeri puri, senza unità di misura: nascono dal rapporto fra due lunghezze.

3. La formula che userai davvero

Nei problemi di fisica non parti quasi mai dai lati per trovare l'angolo: parti dall'angolo e dal modulo del vettore, e vuoi i cateti. Basta rigirare le due definizioni.

cateto opposto = ipotenusa · senθ   |   cateto adiacente = ipotenusa · cosθ È la coppia di formule che ritroverai in ogni scomposizione di vettori.
Esempio

Un vettore di modulo 10 è inclinato di 30° sull'orizzontale. Il pezzo orizzontale misura 10 · cos30° = 10 · 0,87 = 8,7; il pezzo verticale misura 10 · sen30° = 10 · 0,50 = 5. Controllo con Pitagora: √(8,7² + 5²) = √(75,7 + 25) ≈ 10. Torna, ed è il controllo da fare ogni volta.

Non imparare «coseno = orizzontale»

È la regola più pericolosa che si possa memorizzare, perché vale solo quando l'angolo è misurato dall'orizzontale. Se il testo ti dà l'inclinazione rispetto alla verticale, le due funzioni si scambiano di posto. La regola sicura è l'unica che si basa sul disegno: il coseno va con il lato adiacente all'angolo, il seno con quello opposto. Guarda dov'è l'angolo, poi decidi.

4. I valori notevoli

Cinque angoli compaiono così spesso che conviene averli in testa. Non sono valori da imparare a forza: guardando la tabella per un minuto si notano le regolarità che li rendono facili da ricordare.

θ senθ cosθ Come appare il vettore
0°01tutto orizzontale, niente in verticale
30°0,500,87prevale nettamente l'orizzontale
45°0,710,71i due pezzi sono uguali
60°0,870,50prevale nettamente la verticale
90°10tutto verticale, niente in orizzontale

Tre osservazioni che valgono più della tabella stessa. Primo: scendendo, il seno cresce e il coseno cala, e i valori sono gli stessi letti in ordine inverso. Secondo: a 45° le due funzioni coincidono, ed è l'unico angolo acuto in cui succede. Terzo, e più importante:

0 ≤ senθ ≤ 1   e   0 ≤ cosθ ≤ 1 Per un angolo acuto: entrambi sono rapporti fra un cateto e l'ipotenusa, e il cateto è sempre il lato più corto.

Questa disuguaglianza è il tuo controllo di sicurezza. Moltiplicare il modulo di un vettore per un seno o per un coseno dà sempre un risultato minore del modulo di partenza. Se scomponendo un vettore di 100 N ottieni una componente di 120 N, hai sbagliato qualcosa: non serve nemmeno rifare il conto per saperlo.

5. Il cerchio dietro le due funzioni

C'è un modo molto efficace di vedere seno e coseno tutti insieme. Disegna una circonferenza di raggio 1 e un raggio inclinato di θ rispetto all'asse orizzontale. Il triangolo rettangolo che si forma ha ipotenusa 1, quindi le formule si semplificano: il cateto orizzontale vale esattamente cosθ e quello verticale esattamente senθ.

raggio = 1 cosθ senθ θ

Su una circonferenza di raggio 1, coseno e seno sono direttamente le due proiezioni del raggio.

Immagina ora di far ruotare il raggio da 0° verso 90°. La proiezione orizzontale si accorcia da 1 fino a 0, quella verticale si allunga da 0 fino a 1: è proprio l'andamento della tabella, visto muoversi. E si capisce anche perché nessuna delle due possa superare 1: sono pezzi di un raggio lungo 1.

6. La tangente, per fare il percorso inverso

Seno e coseno servono a passare dall'angolo ai lati. Per il percorso contrario, cioè per ricavare l'angolo conoscendo i due cateti, si usa una terza funzione, la tangente.

tanθ = cateto opposto / cateto adiacente Da questo rapporto si risale a θ con il tasto tan−¹ della calcolatrice.

La userai insieme a Pitagora ogni volta che, avendo le due proiezioni di un vettore, vorrai tornare al vettore stesso: Pitagora dà il modulo, la tangente dà la direzione. È l'operazione che chiude il metodo delle componenti, e la incontrerai nella prossima lezione.

Vai in laboratorio

Nella simulazione Seno e coseno puoi far ruotare il raggio e vedere le due proiezioni cambiare insieme all'angolo. Fermati sui cinque valori notevoli e confronta i numeri che leggi con quelli della tabella: è il modo più rapido per fissarli senza impararli a memoria.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Un vettore di modulo 20 è inclinato di 60° sull'orizzontale. Quanto vale la sua proiezione orizzontale?

20 · cos60° = 20 · 0,50 = 10. Quella verticale vale 20 · sen60° = 20 · 0,87 = 17,4. A 60° il vettore «punta» soprattutto verso l'alto, e i numeri lo confermano.

2. Può esistere un angolo il cui coseno vale 1,4?

No. Il coseno di un angolo acuto è il rapporto fra un cateto e l'ipotenusa, e il cateto è sempre più corto: il rapporto non può superare 1. Un valore maggiore di 1 segnala sempre un errore di calcolo.

3. Due triangoli rettangoli hanno lo stesso angolo θ ma uno è tre volte più grande. Hanno lo stesso seno?

Sì, identico. Tutti i lati sono tre volte più lunghi, quindi il rapporto opposto/ipotenusa non cambia. È esattamente il motivo per cui ha senso definire seno e coseno come funzioni del solo angolo.

4. Perché a 45° le due proiezioni di un vettore sono uguali?

Perché a 45° il triangolo rettangolo è isoscele: i due cateti hanno la stessa lunghezza, quindi sen45° = cos45° = 0,71. Il vettore «si divide a metà» fra le due direzioni.

5. Le due proiezioni di un vettore valgono 6 e 6. Quanto vale il modulo e quanto l'angolo?

Modulo: √(36 + 36) = √72 ≈ 8,5. Angolo: tanθ = 6/6 = 1, quindi θ = 45°. Nota che 8,5 è minore di 12, la somma dei due numeri: le componenti non si sommano fra loro.

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