Officina del Moto › Parte 3 › L'accelerazione istantanea

L'accelerazione istantanea

Lo stesso passaggio al limite, applicato alla variazione della velocità.

Al termine di questa lezione saprai

1. La stessa idea, un piano più in là

L'accelerazione media ha lo stesso limite della velocità media: descrive un intervallo, non un istante. Se un'auto passa da 0 a 100 km/h in 10 secondi, l'accelerazione media dice quanto è cambiata la velocità in complesso, non quanto stava cambiando nell'istante in cui il conducente ha scalato marcia.

La soluzione è quella che conosci già. Si calcola l'accelerazione media su intervalli sempre più piccoli e si guarda a quale valore si avvicina il risultato.

a = valore a cui tende Δv/Δt quando Δt diventa piccolissimo Accelerazione istantanea: il limite dell'accelerazione media per Δt che tende a zero.

Vale la pena fermarsi un momento su questa simmetria, perché è la chiave per ricordare tutta la cinematica senza impararla a memoria:

Grafico Pendenza della secante Pendenza della tangente
spazio-tempo (s-t) velocità media velocità istantanea
velocità-tempo (v-t) accelerazione media accelerazione istantanea

2. Il moto uniformemente accelerato

C'è un caso particolare che in prima è il più importante di tutti: quello in cui l'accelerazione non cambia mai. Si chiama moto uniformemente accelerato.

Se l'accelerazione è costante, allora la velocità cresce sempre allo stesso ritmo: guadagna ogni secondo la stessa quantità. Il grafico velocità-tempo è quindi una retta, e la sua pendenza vale a. Come per il moto uniforme nel grafico s-t, qui secante e tangente coincidono: accelerazione media e istantanea sono uguali in ogni intervallo.

v = v0 + a · t La velocità di partenza più quello che si guadagna in t secondi. Se il corpo parte da fermo, v = a · t.

3. I due grafici a confronto

Ecco la coppia di grafici da tenere in mente per il moto uniformemente accelerato che parte da fermo.

t v retta pendenza = a velocità-tempo t s parabola s = ½ a t² spazio-tempo

Accelerazione costante: nel grafico v-t una retta, nel grafico s-t una parabola.

Perché nel grafico spazio-tempo viene una curva e non una retta? Perché la velocità aumenta: nel primo secondo il corpo percorre poco spazio, nel secondo di più, nel terzo ancora di più. I tratti percorsi si allungano istante dopo istante, e la linea si impenna.

Ricorda dalla lezione sulla velocità istantanea che la pendenza della tangente al grafico s-t è la velocità. Su questa parabola la tangente all'inizio è quasi orizzontale — il corpo è quasi fermo — e diventa via via più ripida. È lo stesso fatto raccontato dall'altro grafico.

4. Lo spazio cresce con il quadrato del tempo

Quella curva ha un'equazione precisa, che vale per un corpo che parte da fermo:

s = ½ · a · t² Legge oraria del moto uniformemente accelerato con partenza da fermo.

Il fatto che compaia t² e non t ha una conseguenza che si verifica facilmente in laboratorio: raddoppiando il tempo, lo spazio percorso quadruplica; triplicandolo, diventa nove volte tanto.

Esempio

Un carrello parte da fermo con accelerazione 0,5 m/s².

Dopo 1 s ha percorso 0,25 m. Dopo 2 s: 1,0 m, cioè quattro volte tanto. Dopo 3 s: 2,25 m, nove volte tanto. Nel moto uniforme, a parità di tempi, gli spazi sarebbero stati 1, 2 e 3 volte: la differenza fra i due moti si vede tutta qui.

Una relazione utile in laboratorio

Da s = ½at² si ricava subito a = 2s / t²: misurando lo spazio percorso e il tempo impiegato a partire da fermo, si ottiene l'accelerazione senza bisogno di misurare nessuna velocità. È esattamente il conto che farai con il carrello nella prossima lezione.

5. Vai a vedere

Nella simulazione L'accelerazione puoi costruire il vettore Δv fra due istanti e osservare come cambia restringendo l'intervallo. È il modo più diretto per capire che l'accelerazione, come la velocità, è un vettore con una sua direzione — e che quella direzione, nei moti curvilinei, non coincide con quella del moto.

È proprio da questa osservazione che parte la prossima lezione.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. In un grafico velocità-tempo la linea è una retta inclinata. Che moto è?

Uniformemente accelerato: la pendenza è costante, quindi l'accelerazione non cambia. Se la retta sale la velocità aumenta, se scende diminuisce.

2. Un corpo parte da fermo con a = 2 m/s². Che spazio percorre in 3 s?

s = ½ · 2 · 3² = 9 m. In 6 s, cioè in un tempo doppio, percorrerebbe 36 m: quattro volte tanto, non il doppio.

3. Perché il grafico spazio-tempo del moto uniformemente accelerato non è una retta?

Perché la velocità cambia. Una retta nel grafico s-t significherebbe pendenza costante, cioè velocità costante: sarebbe moto uniforme. Qui i tratti percorsi in tempi uguali si allungano, e la linea si incurva.

4. Un carrello percorre 0,80 m in 2,0 s partendo da fermo. Qual è la sua accelerazione?

a = 2s/t² = (2 · 0,80) / 4,0 = 0,40 m/s². Ed è anche la formula che userai per ricavare l'accelerazione dai dati della rotaia.

5. Che cosa hanno in comune la velocità istantanea e l'accelerazione istantanea?

Il procedimento: entrambe si ottengono facendo tendere a zero l'intervallo di tempo, ed entrambe si leggono come pendenza di una tangente. Cambia solo il grafico su cui si lavora: s-t per la velocità, v-t per l'accelerazione.

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