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Quanto vale l'accelerazione centripeta

Due formule per la stessa grandezza, e due dipendenze opposte dal raggio.

Al termine di questa lezione saprai

1. Da che cosa può dipendere

Prima di ricavare la formula, proviamo a indovinare da che cosa deve dipendere l'accelerazione centripeta. Due ingredienti sono evidenti.

La velocità. Più il corpo va veloce, più in fretta la direzione della sua velocità deve cambiare per stare sulla stessa curva. Quindi ac deve crescere con v.

Il raggio. Una curva larghissima piega poco la traiettoria, una curva stretta la piega moltissimo. Quindi ac deve essere maggiore quando r è piccolo: dipende da r in modo inverso.

Entrambe le intuizioni sono corrette, e la formula le mette insieme in modo preciso:

ac = v² / r La velocità compare al quadrato, il raggio al denominatore.
Da dove viene

La dimostrazione completa richiede un po' di geometria, ma l'idea è semplice: mentre il corpo percorre un archetto, il vettore velocità ruota dello stesso angolo di cui ruota il raggio. Il triangolo formato dai due vettori velocità e da Δv risulta simile al triangolo formato dai due raggi e dall'arco. Dalla similitudine segue Δv / v = arco / r, e dividendo entrambi i membri per il tempo si ottiene proprio ac = v²/r.

2. La seconda forma

Nella lezione precedente abbiamo trovato che v = ωr. Sostituendo nella formula:

ac = (ωr)² / r = ω²r² / r

ac = ω² · r Stessa grandezza, scritta con la velocità angolare.

Le due formule danno sempre lo stesso risultato: sono la stessa cosa detta con grandezze diverse. La scelta dipende solo da quale dato ti viene fornito.

Se conosciUsa
velocità tangenziale e raggioac = v²/r
velocità angolare e raggioac = ω²r
periodo o frequenza e raggioricava prima ω = 2π/T, poi ω²r
Esempio — la giostra, con entrambe le formule

Il cavallo si trova a 3 m dal centro, la giostra compie un giro in 6 s. Sappiamo già che v = 3,14 m/s e ω = 1,05 rad/s.

Prima formula: ac = 3,14² / 3 = 9,87 / 3 = 3,29 m/s².

Seconda formula: ac = 1,05² · 3 = 1,10 · 3 = 3,29 m/s².

Identiche, come dev'essere. Verificare un risultato per due strade diverse è sempre una buona abitudine.

3. Il quadrato della velocità

Come già per lo spazio di frenata, il fatto che v compaia al quadrato ha conseguenze che l'intuizione sottovaluta.

SituazioneVelocitàRaggioac
Auto in curva15 m/s (54 km/h)50 m4,5 m/s²
Stessa curva, doppia velocità30 m/s (108 km/h)50 m18 m/s²
Curva più stretta15 m/s25 m9 m/s²

Confronta le prime due righe: velocità doppia, accelerazione quattro volte maggiore. Confronta la prima e la terza: raggio dimezzato, accelerazione doppia.

Questi numeri hanno un significato molto concreto. L'accelerazione centripeta dev'essere fornita dall'attrito fra pneumatici e asfalto, che però ha un limite: intorno ai 7-8 m/s² su asfalto asciutto. La seconda riga chiede 18 m/s², ben oltre il limite, e l'auto esce di strada. Non perché il guidatore sia inesperto: perché la fisica non lo permette.

Esempio — la centrifuga

Il cestello di una lavatrice ha raggio 25 cm e in centrifuga gira a 1200 giri al minuto. Quanto vale l'accelerazione centripeta al bordo?

1200 giri al minuto sono 20 giri al secondo, quindi ω = 2π · 20 = 125,7 rad/s.

ac = 125,7² · 0,25 = 3950 m/s² circa, cioè oltre 400 volte l'accelerazione di gravità. È per questo che l'acqua viene espulsa dai tessuti: nessuna forza di adesione regge a valori simili.

4. L'errore più sottile

Qui c'è un punto che confonde quasi tutti, e vale la pena affrontarlo di petto. Guarda le due formule:

ac = v² / r      ac = ω² r

Nella prima il raggio sta al denominatore, nella seconda al numeratore. Una dice che allargando la curva l'accelerazione diminuisce, l'altra che aumenta. Come è possibile, se sono la stessa formula?

La risposta è che le due affermazioni rispondono a due domande diverse, perché tengono fisse grandezze diverse.

Che cosa resta fissoSe il raggio aumentaEsempio
La velocità v ac diminuisce Un'auto alla stessa velocità in una curva più larga: sterza di meno
La velocità angolare ω ac aumenta Un punto più esterno della stessa giostra: gira insieme agli altri ma corre di più

Nel secondo caso, allontanandosi dal centro cresce anche la velocità tangenziale, perché v = ωr. Il raggio maggiore da solo ridurrebbe l'accelerazione, ma la velocità aumentata la fa crescere di più: il bilancio finale è un aumento.

Come non sbagliare

Prima di usare una delle due formule, chiediti quale grandezza resta costante nel tuo problema. Se il testo parla di un veicolo che percorre curve diverse alla stessa andatura, è fissa v. Se parla di punti diversi di uno stesso corpo che ruota, è fissa ω. Entrambe le formule sono corrette: sbagliata è solo la conclusione tratta senza guardare che cosa si sta tenendo fermo.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Un corpo percorre una circonferenza di raggio 2 m a 6 m/s. Quanto vale ac?

ac = 36 / 2 = 18 m/s², diretta verso il centro.

2. Un disco ruota con ω = 3 rad/s. Che accelerazione ha un punto a 50 cm dal centro?

ac = 3² · 0,5 = 4,5 m/s². Attenzione a convertire i centimetri in metri.

3. Perché un'auto che affronta una curva a velocità doppia rischia molto di più?

Perché l'accelerazione centripeta necessaria diventa quattro volte maggiore, e deve essere fornita dall'attrito, che ha un limite. Superato quel limite l'auto non curva e prosegue lungo la tangente.

4. Su una giostra, chi ha l'accelerazione centripeta maggiore: chi sta al centro o al bordo?

Chi sta al bordo. Tutti hanno la stessa ω, e con ac = ω²r l'accelerazione cresce con il raggio. Non c'è contraddizione con l'altra formula: al bordo è maggiore anche la velocità.

5. Due formule, una con r al denominatore e una al numeratore. Quale è giusta?

Entrambe, e danno sempre lo stesso numero. Rispondono però a domande diverse: la prima a raggio variabile con v fissa, la seconda a raggio variabile con ω fissa. Prima di concludere qualcosa bisogna sapere che cosa resta costante.

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