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La Legge di Coulomb

Come calcolare la forza tra due cariche e capire da che cosa dipende.

Al termine di questa lezione saprai

1. Il pendolino elettrostatico

Un pendolino elettrostatico è formato da una piccola sferetta carica sospesa a un filo isolante. Avvicinando una seconda carica, la sferetta si sposta fino a raggiungere una nuova posizione di equilibrio.

Nella configurazione mostrata, la carica sorgente è alla stessa altezza della sferetta, quindi la forza elettrica è orizzontale. Sulla sferetta agiscono la forza peso P = mg, la tensione T del filo e la forza elettrostatica Fe.

θ +q +Q sorgente fissa P = mg Fe T

Figura 1 — Diagramma delle forze agenti sulla sferetta del pendolino all'equilibrio statico: la tensione (T), cioè la forza che il filo esercita sulla sfera lungo la propria direzione, la forza peso (P) e la forza elettrostatica (Fe).

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Nella simulazione Il pendolino elettrostatico puoi osservare come varia l'angolo di equilibrio cambiando carica e distanza.

All'equilibrio:

T · senθ = Fe     e     T · cosθ = m · g

Dividendo membro a membro le due relazioni si elimina T:

tgθ = Fe / (m · g)   ⇒   Fe = m · g · tgθ

2. La legge di Coulomb

La carica elettrica si indica con q o Q e nel Sistema Internazionale si misura in coulomb (C). Nelle esperienze elettrostatiche si usano spesso il microcoulomb, 1 µC = 10−6 C, e il nanocoulomb, 1 nC = 10−9 C.

Per due cariche puntiformi ferme nel vuoto, poste a distanza r, il modulo della forza reciproca è:

F = k0 · ( |q1 · q2| ) / r2 La forza cresce con il prodotto delle cariche e diminuisce con il quadrato della distanza.
Modulo, direzione e verso

La formula fornisce il modulo della forza, sempre positivo. La forza agisce lungo la retta che congiunge le due cariche: è repulsiva per cariche dello stesso segno e attrattiva per cariche di segno opposto.

Nel vuoto:

k0 ≈ 8,99 × 109 N · m2 / C2

La stessa costante può essere espressa mediante la permittività del vuoto ε0:

k0 = 1 / (4πε0)   ⇔   ε0 = 1 / (4πk0)
F = ( 1 / (4πε0) ) · ( |q1q2| / r2 )

Le due formule sono equivalenti. Il significato del fattore 4π e il passaggio completo da k0 a ε0 sono sviluppati nell'approfondimento.

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Nella simulazione La forza fra due cariche puoi modificare cariche e distanza e verificare direttamente queste proporzioni.

Approfondisci

Le formule che collegano k0, ε0, ε ed εr sono riportate in questa lezione. Nell'approfondimento Dalla costante di Coulomb alla permittività elettrica trovi invece il ragionamento completo: perché compare 4π, il significato geometrico di 4πr2 e come la polarizzazione del materiale modifica l'interazione.

Quando le cariche possono essere considerate puntiformi?

La legge è enunciata per cariche puntiformi. Due piccole sfere cariche possono essere trattate come puntiformi quando le loro dimensioni sono trascurabili rispetto alla distanza che le separa; in tal caso r è la distanza tra i centri.

3. Che cosa cambia in un dielettrico

Se le cariche sono immerse in un materiale isolante, la forza elettrica risulta minore che nel vuoto. Per descrivere il mezzo si introduce la sua permittività ε.

Fmezzo = ( 1 / (4πε) ) · ( |q1q2| / r2 )

Nel vuoto la permittività vale ε0; nel materiale vale ε. Il loro rapporto definisce la permittività relativa:

εr = ε / ε0   ⇔   ε = ε0 · εr

Alla permittività ε corrisponde una costante di Coulomb del mezzo k:

k = 1 / (4πε)

Sostituendo ε = ε0εr e ricordando che k0 = 1/(4πε0), si ottiene:

k = k0 / εr   ⇔   εr = k0 / k

La legge di Coulomb nel mezzo può quindi essere scritta in tutte queste forme equivalenti:

Fmezzo = k · ( |q1q2| / r2 ) = ( k0 / εr ) · ( |q1q2| / r2 ) = Fvuoto / εr
Le relazioni da ricordare

k0 = 1/(4πε0)   •   k = 1/(4πε)   •   ε = ε0εr   •   k = k0/εr

Mezzoεr circaEffetto sulla forza
Vuoto1nessuna riduzione
Aria secca1,0006praticamente come il vuoto
Olio minerale2,2forza circa 2,2 volte più piccola
Vetro comune5 – 10forza ridotta da 5 a 10 volte
Acqua distillata a 20 °C80forza circa 80 volte più piccola
Quando vale questa relazione

La formula Fmezzo = Fvuoto/εr si usa nel modello di un dielettrico omogeneo e isotropo che riempie lo spazio attorno alle due cariche. Se il materiale occupa soltanto una parte della regione, il problema è più complesso.

4. Più cariche: il principio di sovrapposizione

Se sono presenti più cariche, si calcola separatamente la forza esercitata da ciascuna di esse sulla carica considerata e poi si esegue la somma vettoriale.

Ftot = ∑ Fi Non si sommano semplicemente i moduli: bisogna tener conto di direzione e verso.
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Nella simulazione La forza fra tre cariche puoi osservare le singole forze e la loro risultante.

5. Un esempio

Variazione della distanza

Due cariche q1 = +4,0 µC e q2 = −6,0 µC si trovano nel vuoto a r = 0,20 m.

F = (9,0 × 109) · (4,0 × 10−6 · 6,0 × 10−6) / (0,20)2 = 5,4 N

Le cariche hanno segno opposto, quindi la forza è attrattiva. Se la distanza triplica, la forza diventa 1/9: F = 0,60 N.

6. Errori da evitare

ErroreCorrezione
Non convertire µC o nC in CUsa sempre le unità del SI prima di sostituire i dati.
Ottenere una forza negativa dal prodotto q1q2La formula del modulo usa |q1q2|; i segni stabiliscono attrazione o repulsione.
Dimenticare r2La forza varia come 1/r2.
Sommare i moduli con più caricheLe forze sono vettori e vanno sommate vettorialmente.
Moltiplicare per εrNel modello considerato la forza nel dielettrico si ottiene dividendo per εr.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Se una delle due cariche raddoppia, come cambia la forza?

Raddoppia, perché la forza è direttamente proporzionale al prodotto delle cariche.

2. Se la distanza raddoppia, come cambia la forza?

Diventa un quarto, perché la forza è inversamente proporzionale a r2.

3. Nel vuoto la forza vale 12 N. In un materiale con εr = 4 quanto vale?

Fmezzo = 12/4 = 3 N.

4. Con tre cariche presenti posso sommare i moduli delle due forze agenti su una carica?

Solo se, dopo aver scelto un asse, le forze sono lungo la stessa retta e si sommano algebricamente con il segno. In generale occorre la somma vettoriale.

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