Officina del Moto Uniforme › Parte 2 › Due corpi nello stesso verso
Il problema dell'inseguimento: chi raggiunge chi, dove e dopo quanto tempo.
Fin qui abbiamo studiato un corpo alla volta. La legge oraria s = s0 + v · t però non ha nulla di speciale: si può scrivere per quanti corpi si vuole, e ciascuno avrà il suo spazio iniziale e la sua velocità.
Le due leggi devono essere scritte nello stesso sistema di riferimento: stessa origine, stesso verso positivo, stesso istante iniziale. Solo così i due valori sA e sB sono posizioni confrontabili. È la ragione per cui nella tappa 2 abbiamo insistito tanto sul riferimento unico.
Due corpi si incontrano quando si trovano nello stesso punto nello stesso istante. Tradotto in formule, significa che le loro posizioni sono uguali:
Sostituendo le due leggi orarie si ottiene un'equazione in cui l'unica incognita è il tempo:
s0A + vA · t = s0B + vB · t
Risolvendola si trova l'istante dell'incontro. Sostituendo poi quel valore in una qualsiasi delle due leggi si trova il punto in cui avviene. Tutto qui: non c'è altro da sapere, e questo stesso schema risolverà anche la prossima lezione.
Un'automobile parte da un casello a 15 m/s. Nello stesso istante, 300 metri più avanti, un camion procede nello stesso verso a 10 m/s. Dopo quanto tempo l'automobile raggiunge il camion, e a quale distanza dal casello?
Passo 1. Origine nel casello, verso positivo quello del moto.
Passo 2. L'automobile parte dall'origine: s0A = 0 e vA = 15 m/s. Il camion è 300 m più avanti: s0B = 300 m e vB = 10 m/s. Le leggi sono:
sA = 15 t sB = 300 + 10 t
Passo 3. Imponiamo l'uguaglianza: 15 t = 300 + 10 t. Portando i termini con t da una parte: 5 t = 300, quindi t = 60 s.
Passo 4. Sostituiamo: sA = 15 · 60 = 900 m. Verifica con l'altra legge: sB = 300 + 10 · 60 = 300 + 600 = 900 m. I due valori coincidono, quindi il conto è giusto.
L'automobile raggiunge il camion dopo un minuto, a 900 metri dal casello.
Portando le due leggi sullo stesso grafico spazio-tempo si ottengono due rette, e il loro punto di intersezione è l'incontro: l'ascissa è l'istante, l'ordinata è la posizione.
Le due rette si tagliano nel punto in cui i corpi occupano la stessa posizione nello stesso istante.
Osserva la posizione reciproca delle rette. Prima dell'incontro quella del camion sta più in alto: è più avanti. Dopo, sta più in basso: l'automobile lo ha superato. Il sorpasso, sul grafico, è il momento in cui le due linee si scambiano di posto.
Il metodo funziona sempre, ma il risultato non è sempre un incontro. Vale la pena guardare i due casi in cui qualcosa «non torna», perché non sono errori di calcolo: sono informazioni.
| Situazione | Che cosa dà il conto | Significato |
|---|---|---|
| Chi insegue va più piano | Tempo negativo | L'incontro sarebbe avvenuto nel passato: da adesso in poi il distacco aumenta e basta |
| Stessa velocità | Equazione impossibile | Le rette sono parallele: il distacco resta identico per sempre, non si incontrano mai |
Il secondo caso è quello anticipato nella tappa sullo spazio iniziale: due corpi con la stessa velocità mantengono per sempre lo stesso distacco. Nell'equazione i termini con t si semplificano, resta un'uguaglianza fra due numeri diversi, e questo è il modo in cui l'algebra ci dice «la domanda non ha risposta».
Prima ancora di risolvere, guarda i dati e chiediti se l'incontro è plausibile: chi sta dietro va più forte? Se sì, deve raggiungere l'altro e il tempo dovrà venire positivo. Sapere che risultato aspettarsi è il modo migliore per accorgersi di un errore di segno.
Nella simulazione Moto di due corpi nello stesso verso puoi cambiare velocità e posizioni di partenza e osservare il sorpasso insieme alle due rette che si incrociano. Prova a dare ai due corpi la stessa velocità: le rette diventano parallele e il sorpasso non arriva mai.
Perché la condizione sA = sB confronta due posizioni: se fossero misurate da origini diverse, l'uguaglianza non significherebbe «stesso punto» e il risultato sarebbe privo di senso.
20t = 200 + 12t, quindi 8t = 200 e t = 25 s. La posizione è 20 · 25 = 500 m, confermata dall'altra legge: 200 + 12 · 25 = 500 m.
Che chi insegue è più lento: le rette si sono già incrociate prima dell'istante zero. Da adesso in avanti la distanza fra i due può solo aumentare.
No. Nell'equazione i termini con t si eliminano e resta un'uguaglianza falsa fra due numeri: le rette sono parallele e il distacco non cambia mai.
A verificare il risultato: se i due valori non coincidono c'è un errore nei conti o nell'impostazione. È un controllo che costa pochi secondi e intercetta quasi tutti gli errori di segno.