Officina del Moto Parabolico › Parte 2 › Il lancio obliquo
Il caso generale, e la scoperta dei 45 gradi.
Nel caso generale il corpo viene lanciato con velocità v0 che forma un angolo θ con l'orizzontale: un pallone calciato, una palla da golf, un getto d'acqua inclinato.
Il primo passo è sempre lo stesso: scomporre la velocità iniziale nelle due componenti, perché sono quelle che entrano nelle leggi orarie.
Fatto questo, il problema è identico a quelli già risolti: sull'asse x moto uniforme con velocità v0x, sull'asse y moto uniformemente accelerato con velocità iniziale v0y. Nessuna formula nuova.
Un pallone è calciato a 20 m/s con un angolo di 30° rispetto al terreno.
v0x = 20 · cos30° = 20 · 0,866 = 17,32 m/s
v0y = 20 · sen30° = 20 · 0,5 = 10,00 m/s
Useremo questi numeri per tutta la lezione.
A differenza del lancio orizzontale, qui il corpo prima sale. La componente verticale della velocità parte positiva e diminuisce di 9,8 m/s ogni secondo, finché non si annulla: quello è il punto più alto.
Nell'esempio: tsalita = 10 / 9,8 = 1,02 s.
E dopo? La discesa è simmetrica alla salita: il corpo impiega lo stesso tempo a tornare all'altezza di partenza, e ci arriva con la stessa velocità con cui era partito, soltanto inclinata verso il basso. Se il terreno è pianeggiante, quindi:
Nell'esempio: tvolo = 2,04 s.
L'altezza massima si ottiene portando il tempo di salita nella legge di y, oppure con la formula senza il tempo dell'Officina del Moto Accelerato:
Nell'esempio: hmax = 100 / 19,6 = 5,10 m.
Come sempre, la distanza si trova portando il tempo di volo sull'asse orizzontale:
Nell'esempio: G = 17,32 · 2,04 = 35,3 m.
Sostituendo le espressioni delle due componenti si ottiene una formula unica per la gittata su terreno pianeggiante: G = v0² · sen(2θ) / g. Dà lo stesso risultato: 400 · sen60° / 9,8 = 35,3 m. È comoda, ma conviene saper arrivare al risultato anche con i passaggi separati, che funzionano sempre — anche quando il terreno non è pianeggiante e la formula compatta non vale.
Ecco la domanda che rende interessante questa lezione: con quale angolo il corpo arriva più lontano?
C'è un compromesso da risolvere. Un angolo piccolo dà molta velocità orizzontale, ma poco tempo di volo: il corpo corre veloce ma cade subito. Un angolo grande dà molto tempo di volo, ma poca velocità orizzontale: il corpo resta a lungo in aria, salendo però quasi in verticale. Deve esistere una via di mezzo.
| Angolo | v0x | v0y | Tempo di volo | Altezza max | Gittata |
|---|---|---|---|---|---|
| 30° | 17,32 | 10,00 | 2,04 s | 5,10 m | 35,3 m |
| 45° | 14,14 | 14,14 | 2,89 s | 10,20 m | 40,8 m |
| 60° | 10,00 | 17,32 | 3,53 s | 15,31 m | 35,3 m |
La risposta è 45 gradi: è l'angolo che bilancia esattamente le due esigenze, e dà la gittata massima. A parità di velocità iniziale, nessun altro angolo manda il corpo più lontano.
Guarda la prima e la terza riga: 30° e 60° danno esattamente la stessa gittata, 35,3 metri. Non è un caso: due angoli complementari, la cui somma fa 90°, producono sempre la stessa gittata. Con l'angolo maggiore il corpo sale di più e resta in aria più a lungo, con quello minore corre più veloce: i due effetti si compensano al centimetro. Nella formula compatta si vede subito, perché sen(2 · 30°) e sen(2 · 60°) valgono entrambi 0,866.
Un lanciatore di peso, un giocatore di golf o un artigliere devono quindi scegliere l'angolo in base all'obiettivo: 45° per andare lontano, angoli più grandi per superare un ostacolo alto, angoli più piccoli per arrivare in fretta e teso.
Il risultato dei 45° vale nel modello che trascura l'attrito dell'aria. Nella realtà l'aria frena il corpo, e l'angolo ottimale scende sotto i 45° — per una palla da golf è intorno ai 35-40°, per il getto di una lancia antincendio ancora meno. Come sempre, la legge vale nelle condizioni in cui è stata ricavata.
Con questa lezione si chiude il percorso. Ecco lo schema che risolve qualunque problema di moto parabolico.
Sono gli stessi cinque passi della tappa 2, arricchiti del primo. E tutto discende ancora dal principio con cui il percorso è cominciato: i due moti sono indipendenti, ma condividono l'orologio.
Nella simulazione Il moto di una sfera puoi lanciare il corpo con angoli e velocità diverse. Prova a confrontare 30° e 60° a parità di velocità: la traiettoria è diversissima, il punto di atterraggio è lo stesso.
v0x = 30 · cos60° = 15 m/s; v0y = 30 · sen60° = 25,98 m/s. Con angoli grandi la componente verticale prevale, ed è per questo che il corpo sale molto.
tsalita = 25,98 / 9,8 = 2,65 s, quindi tvolo = 5,30 s. La discesa dura quanto la salita.
Perché quanto in alto arriva il corpo è una questione del solo asse verticale, e i due moti sono indipendenti. La componente orizzontale determina quanto lontano va, non quanto in alto.
Nessuno dei due: gli angoli sono complementari, quindi la gittata è identica. Cambia tutto il resto — il secondo sale molto di più e resta in aria molto più a lungo.
Perché il modello trascura l'attrito dell'aria, che nella realtà frena il corpo tanto più a lungo quanto più resta in volo. Conviene quindi un angolo un po' più basso, che riduce il tempo di esposizione all'aria.