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Il Principio di Conservazione

Una sola equazione che tiene insieme tutto il percorso.

Al termine di questa lezione saprai

1. L'energia meccanica

Abbiamo ormai tre forme di energia: quella legata al movimento e quelle legate alla posizione o alla deformazione. La loro somma prende il nome di energia meccanica:

E = Ec + U dove U è l'energia potenziale totale, somma di quella gravitazionale e di quella elastica.

Scritta per esteso, in un sistema in cui compaiono gravità e molle:

E = ½ · m · v2 + m · g · h + ½ · k · x2

2. La dimostrazione

Prendiamo un corpo di massa m e solleviamolo fino a un punto A, a un'altezza hA da una quota di riferimento. Poi lasciamolo cadere, e osserviamolo mentre passa per un punto B, a un'altezza hB.

quota di riferimento (h = 0) A vA B vB hA hB Δh

Figura 1 — Il corpo cade da A a B. Durante la caduta agisce soltanto la forza peso.

Primo modo: il lavoro della forza peso

Nel tratto da A a B la forza peso compie un lavoro che dipende solo dal dislivello Δh = hA − hB:

LAB = m · g · hA − m · g · hB

Secondo modo: il teorema dell'energia cinetica

Durante la caduta l'unica forza che agisce è il peso, quindi il suo lavoro è il lavoro totale, e possiamo applicare il teorema dell'energia cinetica:

LAB = ½ · m · vB2 − ½ · m · vA2

Uguagliamo

Abbiamo due espressioni per la stessa quantità LAB: se i primi membri sono uguali, lo saranno anche i secondi.

m · g · hA − m · g · hB = ½ · m · vB2 − ½ · m · vA2

Portiamo al primo membro tutti i termini con la A e al secondo quelli con la B:

m · g · hA + ½ · m · vA2 = m · g · hB + ½ · m · vB2

Cioè, riconoscendo i termini:

UA + EcA = UB + EcB   →   EA = EB
Il principio di conservazione dell'energia meccanica

Se su un corpo compiono lavoro solo forze conservative, la sua energia meccanica, somma dell'energia cinetica e dell'energia potenziale, si mantiene costante durante tutto il moto.

I punti A e B sono due punti qualunque della traiettoria: il risultato non dipende da quali abbiamo scelto. L'energia meccanica ha lo stesso valore in ogni istante del moto. Cambia la ripartizione fra le due forme, non il totale.

3. Le condizioni di validità

È il punto su cui bisogna essere assolutamente precisi, perché è dove si annidano gli errori concettuali più gravi.

La formulazione corretta

La condizione è che compiano lavoro soltanto forze conservative. Non è corretto dire «che non agiscano forze esterne»: su un corpo che scivola lungo un piano inclinato liscio agisce la reazione vincolare, che è una forza esterna, eppure l'energia meccanica si conserva perfettamente. Il motivo è che quella forza è perpendicolare allo spostamento e il suo lavoro è nullo.

Quindi il principio si applica quando:

Un sistema in cui questa condizione è soddisfatta si dice conservativo. Attenzione a non chiamarlo «isolato»: in fisica un sistema isolato è un sistema che non scambia nulla con l'esterno, e un corpo soggetto alla gravità terrestre non lo è di certo.

4. Forze conservative e non conservative

Forze conservative Forze non conservative
Il lavoro dipende da… Solo dalla posizione iniziale e finale Dal percorso effettivamente seguito
Su un percorso chiuso Il lavoro totale è nullo Il lavoro totale è diverso da zero
Energia potenziale associata No
L'energia si può recuperare? Sì, interamente No, si disperde
Esempi Forza peso, forza elastica, forza elettrica Attrito, resistenza dell'aria, spinta di un motore

5. Che cosa ci permette di fare

Il principio di conservazione è, dal punto di vista pratico, una macchina per calcolare velocità e altezze. Scegli due istanti del moto, scrivi l'energia meccanica in ciascuno dei due, uguaglia: l'incognita salta fuori.

Il caso più famoso è la caduta libera da fermo, da un'altezza h:

m · g · h = ½ · m · v2   →   v = √(2 · g · h)
La massa si semplifica

Nella formula finale la massa è sparita: tutti i corpi arrivano al suolo con la stessa velocità, indipendentemente dal loro peso, purché si possa trascurare la resistenza dell'aria. È la stessa scoperta che si attribuisce a Galileo, ritrovata qui in due righe di calcolo energetico.

6. Il metodo in quattro passi

  1. Scegli il livello di riferimento per le altezze (di solito il punto più basso del moto) e disegnalo. Tutte le quote andranno misurate da lì.
  2. Verifica le condizioni: ci sono attriti o forze applicate che compiono lavoro? Se sì, il principio nella forma EA = EB non si applica e serve la versione estesa che vedremo nella lezione sulle forze non conservative.
  3. Scrivi l'energia meccanica nei due punti, includendo solo i termini effettivamente presenti (se il corpo è fermo, Ec = 0; se è al livello zero, U = 0; se non ci sono molle, Ue = 0).
  4. Uguaglia e risolvi rispetto all'incognita.
Esempio 1 — Caduta da ferma

Un sasso viene lasciato cadere da 20 m. Con quale velocità arriva al suolo? (g = 9,8 m/s²)

Riferimento: il suolo. In A: EA = m g hA. In B: EB = ½ m vB²

m g hA = ½ m vB²  →  vB = √(2 · 9,8 · 20) = √392 = 19,8 m/s

Esempio 2 — Lancio verso l'alto

Una palla viene lanciata verticalmente verso l'alto a 15 m/s. Che altezza massima raggiunge?

Nel punto più alto la velocità è nulla, quindi tutta l'energia cinetica iniziale è diventata potenziale.

½ m vA² = m g hB  →  hB = vA² / (2 g) = 225 : 19,6 = 11,5 m

Esempio 3 — Con velocità iniziale

Un corpo viene lanciato verso il basso a 5,0 m/s da un'altezza di 12 m. Con quale velocità tocca terra?

EA = m g hA + ½ m vA²    EB = ½ m vB²

g hA + ½ vA² = ½ vB²  →  vB² = 2 g hA + vA² = 235,2 + 25 = 260,2

vB = 16,1 m/s

Osserva come la massa non compaia mai: nei problemi di sola gravità si semplifica sempre.

7. Che cosa il principio non dice

Due limiti da tenere presenti:

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Un corpo scivola lungo un piano inclinato liscio. La reazione vincolare è una forza esterna: perché l'energia meccanica si conserva lo stesso?

Perché la reazione vincolare è perpendicolare allo spostamento e quindi non compie lavoro: non toglie né aggiunge energia al corpo. La condizione del principio riguarda le forze che compiono lavoro, non quelle che semplicemente agiscono.

2. Due biglie identiche partono ferme dalla stessa altezza, una lungo uno scivolo ripido e l'altra lungo uno scivolo dolce, entrambi lisci. Quale arriva in fondo più veloce?

Arrivano con la stessa velocità, perché il dislivello è lo stesso e l'energia meccanica si conserva in entrambi i casi. Cambia il tempo impiegato, non la velocità finale: quella lungo lo scivolo ripido arriva prima, ma non più veloce.

3. Perché è sbagliato dire che l'energia si conserva «se il sistema è isolato»?

Perché un corpo che cade non è isolato: interagisce continuamente con la Terra attraverso la forza peso. Il termine corretto è sistema conservativo, cioè in cui compiono lavoro solo forze conservative.

4. Un pendolo oscilla senza attrito. In quale punto l'energia cinetica è massima? E l'energia potenziale?

L'energia cinetica è massima nel punto più basso, dove la velocità è massima e l'altezza minima. L'energia potenziale è massima nei due punti estremi dell'oscillazione, dove la velocità è momentaneamente nulla. La somma delle due è la stessa in ogni punto.

5. Da che altezza deve cadere un corpo per arrivare al suolo a 10 m/s?

h = v² / (2 g) = 100 : 19,6 = 5,1 m, indipendentemente dalla massa.

6. Nella dimostrazione abbiamo applicato il teorema dell'energia cinetica al solo lavoro della forza peso. Non contraddice il fatto che il teorema riguardi il lavoro totale?

No, perché nella situazione considerata (caduta libera) il peso è l'unica forza che agisce: il suo lavoro coincide con il lavoro totale. Se ci fosse stata anche la resistenza dell'aria, avremmo dovuto includerla e il risultato sarebbe stato diverso.

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