Officina dell'Energia › Parte 3 › Caduta di un Grave
La trasformazione continua di energia potenziale in energia cinetica.
Un corpo viene lasciato cadere da fermo da un'altezza h. Durante la caduta l'unica forza che agisce è il peso, che è conservativa: nessuna forza non conservativa compie lavoro, quindi l'energia meccanica si conserva.
Prendiamo il suolo come piano di riferimento. Nell'istante iniziale il corpo è fermo in alto, nell'istante finale è al suolo alla massima velocità:
La massa compare in entrambi i membri e si semplifica, lasciando:
La massa è sparita: tutti i corpi lasciati cadere dalla stessa altezza arrivano al suolo con la stessa velocità, che siano una piuma di piombo o una palla di cannone. Nell'aria la piuma vera cade più lentamente, ma non per il suo peso: per la resistenza dell'aria, che è una forza non conservativa esclusa dalle nostre ipotesi.
La conservazione non vale solo fra partenza e arrivo: vale in ogni istante. In un punto generico a quota y, con velocità v:
Seguiamo un corpo di 2,0 kg che cade da 20 m (g = 9,8 m/s², E totale = 392 J):
| Quota y | U = m g y | Ec = E − U | Velocità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 20 m (partenza) | 392 J | 0 J | 0 m/s | 392 J |
| 15 m | 294 J | 98 J | 9,9 m/s | 392 J |
| 10 m (metà) | 196 J | 196 J | 14,0 m/s | 392 J |
| 5 m | 98 J | 294 J | 17,1 m/s | 392 J |
| 0 m (suolo) | 0 J | 392 J | 19,8 m/s | 392 J |
Figura 1 — Durante la caduta il serbatoio si svuota da una parte e si riempie dall'altra, ma il totale resta 392 J.
A metà altezza l'energia è divisa esattamente a metà, ma la velocità non è la metà di quella finale: è 14,0 m/s contro 19,8 m/s, cioè circa il 71%. Il motivo è la dipendenza quadratica dell'energia cinetica dalla velocità: metà energia significa velocità pari a 1/√2 di quella finale.
Se il corpo viene lanciato verso il basso con velocità vA, all'energia potenziale iniziale si aggiunge un termine cinetico:
Semplificando la massa e ricavando la velocità finale:
La stessa equazione descrive un corpo lanciato verso l'alto: essendo la velocità elevata al quadrato, il verso non conta. Un corpo lanciato verso l'alto a 10 m/s ripassa dallo stesso punto, scendendo, esattamente a 10 m/s. Nel punto più alto la velocità è nulla e tutta l'energia è potenziale: da lì si ricava l'altezza massima h = v² / (2 g).
Una tegola si stacca da un tetto alto 12 m. Con quale velocità arriva al suolo?
v = √(2 · 9,8 · 12) = √235,2 = 15,3 m/s (circa 55 km/h)
Il risultato non dipende dalla massa della tegola.
Lo stesso corpo che cade da 20 m: quanto vale la velocità a 8,0 m dal suolo?
m g h = m g y + ½ m v² → v² = 2 g (h − y) = 2 · 9,8 · 12 = 235,2
v = 15,3 m/s
Conta solo il dislivello già percorso, 12 m: è come se il corpo fosse partito da lì.
Una palla viene lanciata verso il basso a 6,0 m/s da un balcone alto 9,0 m. Con quale velocità tocca terra?
vB = √(6,0² + 2 · 9,8 · 9,0) = √(36 + 176,4) = √212,4 = 14,6 m/s
Senza la spinta iniziale sarebbe arrivata a 13,3 m/s: i 6,0 m/s iniziali aggiungono meno di quanto ci si aspetterebbe, sempre per via del quadrato.
Da quale altezza deve cadere un corpo per arrivare al suolo a 30 m/s?
h = v² / (2 g) = 900 : 19,6 = 45,9 m
Tutto quanto detto vale trascurando la resistenza dell'aria. È un'approssimazione ottima per corpi compatti e cadute brevi, pessima per una piuma o per un paracadutista.
Con la resistenza dell'aria una parte dell'energia meccanica viene dissipata e la velocità di arrivo è minore di √(2 g h). Il bilancio diventa quello delle forze non conservative, che studieremo più avanti:
Arrivano insieme e alla stessa velocità, se si trascura l'aria. Il corpo più pesante ha più energia potenziale, ma ha anche più massa da mettere in movimento: i due effetti si compensano esattamente.
Di quattro volte, perché h = v² / (2 g): l'altezza è proporzionale al quadrato della velocità.
Se Ec = 3U e Ec + U = m g · 12, allora 4U = m g · 12 e U = m g · 3, cioè y = 3,0 m.
h = 144 : 19,6 = 7,3 m; torna al punto di lancio a 12 m/s, perché l'energia meccanica si conserva e la quota è la stessa.
La resistenza dell'aria ha dissipato parte dell'energia meccanica. Per m = 1 kg: E iniziale 98 J, E finale 72 J, quindi 26 J dissipati.