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Lo spazio iniziale s₀

Il pezzo che mancava: la legge oraria completa del moto uniforme.

Al termine di questa lezione saprai

1. Quasi nessuno parte dall'origine

La formula s = v · t vale a una condizione precisa: che all'istante t = 0 il corpo si trovi esattamente nell'origine. Ma nella maggior parte delle situazioni reali non è così.

Pensa a un'autostrada con i cartelli chilometrici. Un'automobile entra al chilometro 12 e viaggia a 30 m/s. Quando il cronometro parte, la sua posizione non è zero: è 12 km. Quella posizione di partenza si chiama spazio iniziale e si indica con s0, dove lo zero ricorda che si riferisce all'istante zero.

s = s0 + v · t Legge oraria del moto rettilineo uniforme: dov'era all'inizio, più quanto ha percorso da allora.

Letta a parole, la formula dice una cosa ovvia: la posizione attuale è la posizione di partenza più lo spazio percorso nel frattempo. Il termine v·t è il tratto coperto dall'istante zero in poi; s0 è il vantaggio che il corpo aveva già.

Due nomi per lo stesso simbolo

Attenzione a non confondere s e s0: s è la posizione in un istante qualsiasi e cambia continuamente, s0 è un numero fisso, deciso all'inizio e mai più modificato. La formula precedente, s = v·t, è semplicemente il caso particolare in cui s0 = 0.

2. Che cosa cambia sul grafico

L'effetto di s0 sul grafico spazio-tempo è netto e facile da ricordare: la retta non parte più dall'origine, ma da un punto più in alto sull'asse verticale. La sua inclinazione invece resta identica, perché la velocità non è cambiata.

t (s) s (m) O s₀ = 0 s₀ > 0 s₀

Stessa velocità, spazi iniziali diversi: le rette sono parallele e il tratto rosso sull'asse verticale è proprio s₀.

Da qui nasce un modo rapidissimo di leggere un grafico spazio-tempo, che vale la pena memorizzare:

Sul grafico Nella formula
Il punto in cui la retta taglia l'asse verticale s0, lo spazio iniziale
La pendenza della retta v, la velocità
Rette parallele Stessa velocità, s0 diversi
Rette che partono dallo stesso punto Stesso s0, velocità diverse

3. Usare la legge oraria

Esempio 1 — dove si trova

Un'auto entra in autostrada al km 12 e viaggia a 30 m/s. Dove si trova dopo 5 minuti?

Unità: s0 = 12 000 m, t = 300 s.

s = 12 000 + 30 · 300 = 12 000 + 9 000 = 21 000 m, cioè il chilometro 21.

Esempio 2 — dopo quanto tempo

Con gli stessi dati, dopo quanto tempo l'auto raggiunge il chilometro 30?

Si parte dalla legge e si isola t: 30 000 = 12 000 + 30 · t, quindi 30 · t = 18 000 e infine t = 600 s, cioè 10 minuti.

In generale: t = (s − s0) / v. Nota che al numeratore c'è la differenza fra arrivo e partenza, cioè lo spazio da percorrere, non la posizione finale.

Errore frequente

Dividere la posizione finale per la velocità dimenticando s0: nell'esempio 2 si otterrebbe 30 000 : 30 = 1000 s, che è il tempo che l'auto avrebbe impiegato se fosse partita dal casello zero. La posizione non è lo spazio percorso: lo diventa solo quando s0 = 0.

4. Il vantaggio iniziale

C'è un modo intuitivo di vedere s0 che tornerà utilissimo nella Parte 2: è il vantaggio con cui un corpo comincia.

Due ciclisti partono nello stesso istante alla stessa velocità, ma uno è cento metri più avanti. Le loro leggi orarie hanno lo stesso v e s0 diversi, le loro rette sul grafico sono parallele, e il distacco fra loro resta di cento metri per sempre: chi sta dietro non recupererà mai.

Perché il secondo raggiunga il primo deve succedere qualcos'altro: deve andare più forte. Allora le due rette non sono più parallele, prima o poi si incrociano, e il punto in cui si incrociano è il momento del sorpasso. È esattamente il problema che affronteremo nella tappa cinque.

Vai a vedere

Nella simulazione Lo spazio iniziale puoi cambiare s0 e osservare la retta sollevarsi o abbassarsi mantenendo la stessa inclinazione. Prova anche a mettere un s0 negativo: significa che al tempo zero il corpo si trovava prima dell'origine, e la retta parte da sotto l'asse orizzontale.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Che cosa rappresenta s0 nella legge oraria?

La posizione del corpo nell'istante in cui comincia la misura del tempo. Non è uno spazio percorso: è un punto di partenza, e resta lo stesso per tutta la durata del problema.

2. Un corpo ha s0 = 40 m e v = 5 m/s. Dove si trova dopo 12 s?

s = 40 + 5 · 12 = 100 m. Ha percorso 60 metri, ma la sua posizione è 100 perché partiva già da 40.

3. Due rette nel grafico spazio-tempo sono parallele. Che cosa hanno in comune i due corpi?

La velocità, perché la pendenza è la stessa. Differiscono per lo spazio iniziale, e la distanza fra loro resta costante: non si raggiungeranno mai.

4. Un corpo con s0 = 200 m e v = 8 m/s: dopo quanto tempo si trova a 440 m?

t = (440 − 200) / 8 = 240 / 8 = 30 s. Deve percorrere 240 metri, non 440: è la differenza a contare.

5. Che cosa significa uno spazio iniziale negativo?

Che all'istante zero il corpo si trovava dalla parte opposta rispetto al verso positivo, cioè «prima» dell'origine. Non c'è nulla di strano: dipende solo da dove abbiamo deciso di mettere l'origine.

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