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Energia sui Piani Inclinati

Perché la velocità in fondo non dipende dalla pendenza.

Al termine di questa lezione saprai

1. Perché la reazione vincolare non disturba

Un corpo scivola lungo un piano inclinato liscio. Su di esso agiscono due forze: la forza peso, conservativa, e la reazione vincolare N del piano, che è una forza esterna ma è sempre perpendicolare allo spostamento.

Poiché il lavoro di N è nullo, l'unica forza che compie lavoro è il peso, che è conservativa. Quindi l'energia meccanica si conserva, esattamente come nella caduta libera. La presenza del piano non cambia nulla dal punto di vista energetico: cambia solo la traiettoria.

Il piano inclinato non ruba energia

Se il piano è liscio, il vincolo si limita a deviare il moto. Non aggiunge né sottrae energia, perché non può spingere il corpo nella direzione in cui si muove. È il motivo per cui uno scivolo liscio, per quanto lungo e tortuoso, restituisce sempre la stessa velocità finale.

2. La discesa

Un corpo parte fermo dalla sommità di un piano inclinato, a un'altezza hA dalla base, e scivola fino in fondo. Prendiamo la base come riferimento:

m · g · hA = ½ · m · vB2   →   vB = √(2 · g · hA)

È esattamente la stessa formula della caduta libera. Nell'equazione non compare l'angolo di inclinazione.

ripido v = √(2 g h) dolce v = √(2 g h) h Stesso dislivello, stessa velocità in fondo. Cambia solo il tempo impiegato.

Figura 1 — L'inclinazione non compare nell'equazione della conservazione.

Attenzione: velocità sì, tempo no

La velocità finale è la stessa, ma il tempo impiegato no: sul piano dolce il corpo percorre più strada con un'accelerazione minore, quindi ci mette di più. Il principio di conservazione non dice nulla sui tempi, e per quelli serve la cinematica. Non confondere «arriva alla stessa velocità» con «arriva nello stesso istante».

3. Dal dislivello allo spostamento

Nei problemi il dato assegnato è spesso la lunghezza del piano, non l'altezza. Il legame è quello geometrico, con α l'inclinazione rispetto all'orizzontale:

h = s · senα      s = h / senα

Sostituendo nella conservazione si ottiene la forma più usata nei problemi:

vB = √(2 · g · s · senα)
Calcola sempre h per primo

Il passaggio più sicuro è calcolare il dislivello h come primo passo, scriverlo a parte, e poi lavorare con h. Confondere s con h è l'errore più frequente in questi problemi, e mantenere separati i due passaggi lo previene.

4. La risalita

Se il corpo arriva alla base con velocità vA e risale il piano liscio, l'energia cinetica si trasforma in potenziale finché il corpo si ferma:

½ · m · vA2 = m · g · hB   →   hB = vA2 / (2 · g)

Anche qui l'altezza raggiunta non dipende dall'inclinazione. Quello che cambia è lo spazio percorso lungo il piano, che vale s = hB / senα: su un piano dolce il corpo va molto più lontano, ma si ferma sempre alla stessa quota.

Se il piano è liscio, il corpo ridiscende e torna alla base con la stessa velocità vA con cui era partito: l'energia meccanica si conserva e la quota è la stessa.

5. Il caso generale

Con velocità iniziale e quote entrambe diverse da zero, la relazione generale è:

m · g · hA + ½ · m · vA2 = m · g · hB + ½ · m · vB2

Semplificando la massa, che compare in ogni termine:

g · hA + ½ · vA2 = g · hB + ½ · vB2

6. Esempi svolti

Esempio 1 — Discesa da fermo

Un carrello parte fermo e scende lungo un piano inclinato liscio lungo 6,0 m, inclinato di 25° sull'orizzontale. Con quale velocità arriva in fondo?

h = 6,0 · sen 25° = 6,0 · 0,423 = 2,54 m

v = √(2 · 9,8 · 2,54) = √49,8 = 7,1 m/s

Esempio 2 — Confronto fra due pendenze

Lo stesso carrello scende da una quota di 2,54 m lungo un piano inclinato di 45°. Con quale velocità arriva?

v = √(2 · 9,8 · 2,54) = 7,1 m/s, identica.

Cambia la lunghezza del percorso: s = 2,54 : sen 45° = 3,6 m invece di 6,0 m. Strada più corta, accelerazione maggiore, stessa velocità finale, tempo minore.

Esempio 3 — Risalita

Una pallina arriva alla base di un piano inclinato liscio di 20° con velocità 5,0 m/s e risale. Quanto sale in verticale e quanto spazio percorre lungo il piano?

hB = v² / (2 g) = 25 : 19,6 = 1,28 m

s = hB / sen 20° = 1,28 : 0,342 = 3,7 m

Esempio 4 — Con velocità iniziale

Un blocco entra in una discesa a 3,0 m/s e scende di 4,0 m in verticale lungo un piano liscio. Con quale velocità arriva in fondo?

g hA + ½ vA² = ½ vB²

vB² = 2 · 9,8 · 4,0 + 9,0 = 78,4 + 9,0 = 87,4

vB = 9,3 m/s

7. Quando il piano è scabro

Se il piano presenta attrito, la reazione vincolare genera una forza di attrito non conservativa, il cui lavoro va inserito nel bilancio. Con α l'inclinazione rispetto all'orizzontale, la reazione vincolare vale N = m · g · cosα e quindi:

m · g · hA − kd · m · g · cosα · s = ½ · m · vB2

Ora l'inclinazione compare nell'equazione, e la velocità finale dipende dalla pendenza: a parità di dislivello, un piano più dolce richiede un percorso più lungo e quindi dissipa più energia. La trattazione completa è nella lezione Quando c'è l'Attrito.

In sintesi

Verifica se hai capito

1. Perché l'inclinazione non compare nella formula della velocità finale?

Perché l'energia potenziale dipende solo dal dislivello e la reazione vincolare non compie lavoro. L'inclinazione influenza l'accelerazione e quindi il tempo, ma non il bilancio energetico.

2. Un corpo scende da 3,0 m lungo un piano di 30° e un altro cade in verticale da 3,0 m. Chi arriva più veloce?

Arrivano alla stessa velocità, √(2 · 9,8 · 3,0) = 7,7 m/s, se non c'è attrito. Il primo però impiega il doppio del tempo, perché la sua accelerazione è g · sen30° = g/2.

3. Una pallina risale un piano dolce e una un piano ripido, entrambe a 4,0 m/s e senza attrito. Quale sale più in alto?

Raggiungono la stessa quota, 0,82 m. Sul piano dolce la pallina percorre però molta più strada lungo il piano prima di fermarsi.

4. Un blocco scende lungo un piano liscio lungo 8,0 m inclinato di 15°. Con quale velocità arriva in fondo?

h = 8,0 · sen 15° = 2,07 m; v = √(2 · 9,8 · 2,07) = 6,4 m/s.

5. Con l'attrito, a parità di dislivello conviene un piano ripido o uno dolce per arrivare più veloci in fondo?

Conviene quello ripido: il percorso è più corto, quindi l'attrito ha meno spazio per dissipare energia. Sul piano dolce, inoltre, cosα è più grande e la forza di attrito è più intensa. Entrambi gli effetti vanno nella stessa direzione.

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