Officina dell'Energia › Parte 1 › Esempi di Calcolo del Lavoro
Tutti i casi tipici, uno per uno: da tenere aperto mentre fai gli esercizi.
Ogni esercizio sul lavoro, per quanto complicato sembri, si risolve con la stessa procedura. Prendi l'abitudine di seguirla sempre, anche quando il caso ti sembra ovvio.
Prima di scrivere il risultato chiediti: questa forza favorisce o ostacola il moto? Se lo favorisce il lavoro deve venire positivo, se lo ostacola negativo. Se il segno che hai ottenuto non corrisponde, hai sbagliato l'angolo.
| Situazione | Angolo | Lavoro | Segno |
|---|---|---|---|
| Forza costante parallela e concorde allo spostamento | α = 0° | L = F · s | motore |
| Forza costante inclinata di α rispetto allo spostamento | 0° < α < 90° | L = F · s · cosα | motore |
| Forza inclinata all'indietro | 90° < α < 180° | L = F · s · cosα | resistente |
| Forza costante parallela e discorde allo spostamento | α = 180° | L = − F · s | resistente |
| Forza perpendicolare allo spostamento | α = 90° | L = 0 | nullo |
| Reazione vincolare del piano | α = 90° | L = 0 | nullo |
| Forza peso durante uno spostamento orizzontale | α = 90° | L = 0 | nullo |
Se sul corpo agiscono contemporaneamente F1 concorde, F2 discorde, F3 inclinata di α e F4 perpendicolare allo spostamento:
| Situazione | Lavoro della forza peso | Lavoro della forza F applicata |
|---|---|---|
| Corpo lasciato cadere da un'altezza h | LP = + m · g · h | — |
| Corpo sollevato a un'altezza h (a velocità costante, oppure fermo all'inizio e fermo alla fine) | LP = − m · g · h | LF = + m · g · h |
In entrambi i casi il lavoro del peso dipende soltanto dal dislivello h, non dal percorso seguito né dal tempo impiegato. È la proprietà che rende la forza peso una forza conservativa e che studieremo a fondo nella lezione sull'indipendenza dal percorso.
L'attrito dinamico si oppone sempre al moto, quindi il suo lavoro è sempre negativo:
Tutta la difficoltà sta nel determinare correttamente N, la reazione vincolare perpendicolare al piano. Si ottiene sempre dall'equilibrio delle forze nella direzione perpendicolare al piano stesso.
| Situazione sul piano orizzontale | Reazione vincolare N | Lavoro dell'attrito |
|---|---|---|
| Nessuna forza verticale oltre al peso | N = m · g | − kd · m · g · s |
| Forza F che spinge verso il basso, inclinata di α rispetto alla verticale | N = m · g + F · cosα | − kd · (m · g + F · cosα) · s |
| Forza F che tira verso l'alto, inclinata di β rispetto all'orizzontale | N = m · g − F · senβ | − kd · (m · g − F · senβ) · s |
Nella seconda riga l'angolo α è misurato rispetto alla verticale, nella terza l'angolo β è misurato rispetto all'orizzontale: per questo in un caso compare il coseno e nell'altro il seno. In entrambi i casi si tratta sempre della stessa cosa, cioè della componente verticale della forza applicata. Non imparare a memoria le formule: ricava ogni volta la componente verticale dal disegno.
È la situazione in cui si sbaglia più spesso, e quasi sempre per lo stesso motivo: si usa il coseno al posto del seno o viceversa. Fissiamo una volta per tutte la convenzione.
Chiamiamo α l'angolo di inclinazione del piano rispetto all'orizzontale, cioè l'angolo alla base del triangolo. È la convenzione usata praticamente da tutti i libri di testo.
Figura 1 — Scomposizione della forza peso sul piano inclinato. La componente parallela al piano vale P · senα, quella perpendicolare P · cosα.
Con questa convenzione, per uno spostamento s lungo il piano:
Il lavoro del peso lungo un piano inclinato deve sempre coincidere con m · g · h, dove h è il dislivello verticale. Se calcoli m · g · senα · s e il risultato non corrisponde a m · g · h, hai scambiato seno e coseno. Questo controllo funziona sempre e in pochi secondi.
In alcuni schemi l'angolo indicato non è quello alla base, ma quello fra la direzione della forza peso (la verticale) e la direzione dello spostamento, cioè l'angolo al vertice in alto del triangolo. Chiamiamolo θ: vale θ = 90° − α, ed è l'angolo che entra direttamente nella formula L = F · s · cosθ.
Con quella convenzione le formule diventano Lpeso = m · g · cosθ · s e N = m · g · senθ: seno e coseno risultano scambiati rispetto a quelle scritte sopra. Le due scritture descrivono la stessa fisica e danno lo stesso numero; quello che non si può fare è mescolarle. Guarda sempre il disegno e stabilisci quale angolo ti viene dato prima di scrivere qualunque formula.
In tutte le righe α è l'inclinazione rispetto all'orizzontale, s lo spostamento lungo il piano, h = s · senα il dislivello.
| Situazione | Lavori delle singole forze | Lavoro totale |
|---|---|---|
| Il corpo scende, piano liscio | LP = + m g senα s LN = 0 |
Ltot = + m g senα s |
| Il corpo scende, con attrito | LP = + m g senα s La = − kd m g cosα s |
Ltot = m g senα s − kd m g cosα s |
| Il corpo sale spinto da F parallela al piano, senza attrito | LF = + F s LP = − m g senα s |
Ltot = F s − m g senα s |
| Il corpo sale spinto da F parallela al piano, con attrito | LF = + F s LP = − m g senα s La = − kd m g cosα s |
Ltot = F s − m g senα s − kd m g cosα s |
Una cassa di 30 kg viene spinta per 6,0 m su un pavimento orizzontale con una forza di 120 N inclinata di 40° rispetto alla verticale, diretta verso il basso e in avanti. Il coefficiente di attrito dinamico è 0,25. Calcola tutti i lavori (g = 9,8 m/s²).
Componente orizzontale di F: Fx = 120 · sen 40° = 120 · 0,643 = 77,1 N
LF = + 77,1 · 6,0 = +463 J
Componente verticale di F: Fy = 120 · cos 40° = 91,9 N (verso il basso)
N = m g + Fy = 30 · 9,8 + 91,9 = 294 + 91,9 = 386 N
Fa = 0,25 · 386 = 96,5 N → La = − 96,5 · 6,0 = −579 J
LP = 0, LN = 0 (perpendicolari allo spostamento)
Ltot = 463 − 579 = −116 J
Il lavoro totale è negativo: spingendo così, la cassa rallenta. Spingere verso il basso è controproducente, perché aumenta la reazione vincolare e quindi l'attrito.
Un blocco di 5,0 kg scivola per 4,0 m lungo un piano inclinato di 30° sull'orizzontale. Il coefficiente di attrito dinamico è 0,20. Calcola i lavori e il lavoro totale (g = 9,8 m/s²).
Dislivello: h = s · sen 30° = 4,0 · 0,50 = 2,0 m
LP = + m g h = 5,0 · 9,8 · 2,0 = +98 J
N = m g cos 30° = 5,0 · 9,8 · 0,866 = 42,4 N
Fa = 0,20 · 42,4 = 8,49 N → La = − 8,49 · 4,0 = −34 J
LN = 0
Ltot = 98 − 34 = +64 J
Verifica del controllo: m · g · senα · s = 5,0 · 9,8 · 0,50 · 4,0 = 98 J, uguale a m · g · h. Le formule sono state usate correttamente.
Lo stesso blocco di 5,0 kg viene spinto in salita per 4,0 m lungo lo stesso piano, con una forza di 40 N parallela al piano. Calcola il lavoro totale.
LF = + 40 · 4,0 = +160 J
LP = − m g h = − 98 J (ora il peso ostacola il moto)
La = − 34 J (l'attrito si oppone sempre, in salita come in discesa)
Ltot = 160 − 98 − 34 = +28 J
Il lavoro totale è positivo, quindi il blocco accelera lungo la salita. Se la forza applicata fosse stata di 33 N, il lavoro totale sarebbe stato nullo e il blocco sarebbe salito a velocità costante.
h = s · sen 45° = 3,0 · 0,707 = 2,1 m. Solo a 45° seno e coseno coincidono: è l'unico caso in cui uno scambio fra i due non viene scoperto dal calcolo, motivo in più per non affidarsi alla memoria.
Perché la componente verticale della forza si somma al peso e aumenta la reazione vincolare N. Essendo Fa = kd · N, cresce anche l'attrito, e il lavoro resistente aumenta. Conviene invece tirare leggermente verso l'alto.
Il lavoro del peso è nullo: negativo in salita, positivo in discesa, con lo stesso valore assoluto perché il dislivello complessivo è zero. Il lavoro dell'attrito invece è negativo in entrambi i tratti e si somma: dipende dalla lunghezza totale percorsa, non dal dislivello.
h = 5,0 · sen 20° = 5,0 · 0,342 = 1,71 m; LP = 8,0 · 9,8 · 1,71 = +134 J.
A velocità costante il lavoro totale è nullo, quindi F · s = 98 + 34 = 132 J, da cui F = 132 : 4,0 = 33 N. Equivalentemente: F deve equilibrare m g senα = 24,5 N più Fa = 8,49 N, cioè 33 N.